mercoledì 29 aprile 2015

MINI BRIOCHES SALATE. Cucina per donne che lavorano 12 ore al giorno.


Arrivi a casa, sistemi tutto, prepari la cena ( cottura in forno così pensa a tutto questo meraviglioso attrezzo culinario), ti metti sul divano, apri il tuo libro e piomba in casa il tuo uomo che, dopo un affettuoso bacio di Giuda, ti dice “domani pranzo a lavoro, cosa mi porto?”.
Immediatamente pensi all'universo single, quando l'unica bestiolina di cui ti dovevi occupare eri tu e tutto filava così magicamente da riuscire a finire un libro al giorno, ma il ticchettio del suo piede sul pavimento ti riporta di nuovo all'incombente realtà: hai un nuovo animale domestico.

Del tutto spiazzata e scazzata pensi a che pasto potrebbe portarsi che, consumato freddo, mantenga le sembianze di una pietanza e non di un panino da fast food e che possibilmente non occupi troppo di quel tempo che avresti volentieri dedicato a “Che tu sia per me il coltello”. Ed ecco l'illuminazione: brioches salate!

Io le faccio piccole perché sono dell'idea che rimangano più soffici e procedo così:
Prendo un rotolo di pasta sfoglia rotonda e lo divido in 8 triangoli partendo dal centro;
Metto nella parte più larga della fetta (non nella punta per intenderci) la farcitura, di solito abbino zola e cotto, tonno e cipolline, mortadella e formaggio;
Arrotolo partendo dalla parte larga andando verso la punta stando attenta a non far uscire la farcia;
Attacco bene la punta alla parte centrale (se no usciranno degli scorpioncini che alzano la coda;
Arrotolo i due cornetti e li sigillo bene per non far uscire il contenuto;
Spennello con del burro;
Metto in forno statico a 180° per 15/20 min.

Il risultato sono delle morbidissime brioches salate da mangiare anche fredde e sono tornata al mio libro alla velocità della luce.

P.S. Il mio uomo mi ha chiamata mezz'ora fa, quindi non l'ho avvelenato!

I soliloqui di una povera senzaseno

Ok, ok, la moda detta legge in quello che noi chiamiamo mondo, ma certe volte proprio mi chiedo come si faccia a seguirla. Per ora seguo solo le Tweetstar che non mi seguono, in compenso il mio psicologo mi segue che è una meraviglia!

Comunque tutto questo per dire che la nuova moda prevede “scollature ombelicali”. Ora, non ho nulla contro l'esposizione del proprio corpo, ma cari miei Dittatori di moda io ho un seno, anzi diciamo che ho qualcosa che dovrebbe essere seno, che si avvicina molto a due monetine da 5 cent, sia per spessore che per larghezza, spiegatemi, come dovrei fare ad indossare una scollatura del genere?

E qui mi rispondo le prosperose, perché solo prosperose potete essere per uscirvene con questa affermazione, “alle donne con poco seno stanno meglio”, alcune addirittura incalzano “se lo mettessi io starei malissimo perché si vedrebbe tutto”. Certo! Vedere il mio ombelico con contorno di due spillini turgidi che spuntano come fibromi penduli chiedendo asilo politico alla stoffa perché si vergognano di loro stessi è sicuramente meglio di due meloni che si aggirano per il tendone del mercato!
No, dico, seriamente dovrei credere che uno scollo pronunciato stia meglio a me che a una donna prosperosa?

Ma non è solo quello il problema, cioè, parliamo del fatto che oltre al seno questi vestiti metteranno in mostra anche il nostro ombelico ( e dico ombelico, o meglio, dicono ombelico per essere buoni perché la realtà è che metteranno in mostra anche la nostra pancia), ho passato l'inverno comprando push-up ed ora mi dite che devo anche avere la pancia piatta? Il mondo sarebbe un posto migliore se potessi prendere le mie maniglie dell'amore e spostarle sul seno, ma non è così! Quindi adorabili persone dal potere di decidere cosa è IN e cosa è
OUT ora o mi giudicate di moda il burqa o vedrete un appendiabiti con scollatura ombelicale protestare sotto i vostri uffici!


martedì 28 aprile 2015

Linguine al granciporro (Sì, anch'io ogni tanto cucino)

Mi aggiravo per uno di quei negozi che vendono pesce congelato, guardandomi intorno vedevo tanti strani animali di mare che in genere ordino volentieri al ristorante ma che non ho mai visto in versione nature, quando all'improvviso qualcosa attira la mia attenzione..leggo l'etichetta “granciporro”, che cavolo è 'sto granciporro??? Rimango perplessa una ventina di secondi, mi allontano, poi mi avvicino, poi mi allontano (aveva delle chele enormi) e alla fine mi dico << ho cucinato un pollo intero, posso farcela anche con questa bestia>>.

Ed eccoci a casa, io e il granciporro soprannominato Granci.
Cosa faccio con una bestia del genere? Se c'è una cosa che ho imparato dai crostacei è che sembrano smisurati ma poi la sostanza è poca, un po' come con gli uomini, quindi opto per le linguine al Granci!

Bene, uno chef probabilmente mi picchierebbe, ma io procedo così, a prodotto scongelato:

Facendo subito capire alla bestia chi comanda lo divido in due parti con un taglio netto ( poco netto considerato il carapace) e lo lascio li a rimuginare sui suoi errori: schizzarmi tutta la maglietta;
Avevo precedentemente scongelato il brodo di pesce che avevo avanzato, in alternativa esistono i preparati, e l'ho messo a scaldare;
Preparo una dadolata di pomodorini ciliegino e li metto da parte;
Faccio un trito di aglio e prezzemolo, scaldo l'olio in padella con un peperoncino e butto Granci a rosolare, sfumando con del vino bianco;
Quando Granci è rosolato per bene aggiungo i pomodorini tagliati a cubetti e un mestolo di brodo, copro con il coperchio e lascio cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, aggiungendo del brodo se serve;
Nel frattempo metto a bollire l'acqua per le linguine;
Data la mia poca destrezza nel mangiare crostacei, tiro fuori dal mio sugo le due parti di carapace, che intanto si saranno staccate dalla polpa, e le butto;
Butto la pasta, la scolo al dente e la faccio saltare in padella con il sugo a fuoco vivo!

Risultato: una pasta succulenta con due enormi chele da succhiare!
Mia mamma sarebbe fiera di me :)


lunedì 27 aprile 2015

FAI DA TE PER MALDESTRI

Diciamo il vero: è da quando esistono programmi come Paint Your Life che noi donne crediamo sia possibile ottenere un mobile di design dal riciclo di quattro ante di legno. Con l'avvento di questi programmi di fai da te, tra le altre cose condotti da donne normalissime che sembra non abbiano la minima esperienza in questo campo, stiamo facendo arricchire i negozi bricolage e impoverendo le nostre tasche. Perché, sì, queste donne in TV ti dicono che da una botte di vino ammuffita puoi ricavare un bellissimo tavolino che farà impallidire le tue amiche ma, io spesso mi chiedo, quanto questo tavolino farà impallidire il mio portafogli?
Sarà che mi hanno messo in menopausa farmacologica, sarà ho visto la bella stagione, ho deciso di imbarcarmi in questa missione di riciclo creativo nella costante consapevolezza di essere un'imbranata totale.

Dunque mi chiedo, cosa potrei costruire? Mi guardo spaesata per la casa e: la camera da letto non se ne parla, è tutta in tinta bianca e lilla (con pareti dipinte da me medesima). Cucina tutta abbinata, anche se con mobili usati, Dio solo sa quanto ci ho messo per trovare dei pomelli arancioni che si abbinassero alle tende. Il salotto: mobile TV in legno ottime condizioni, specchio in legno, libreria nera, mobile ingresso nero, tavolino bianco. Tavolino bianco?! Trovato l'intruso inizio a cercare su internet i diversi modi per creare un tavolino, ovviamente mi sarebbe servito o color legno o nero.
Cercando come una pazza in preda da convulsioni da fai da te, trovo un fantastico tavolino in legno fatto con quattro cassette da frutta. Come una posseduta torno a casa e faccio vedere le foto al mio ragazzo che, come quando gli chiesi se potevo dipingere un ramo di ciliegio sulla testata del letto, mi guarda e dice “provaci” ( adorabile cucciolo che non sa cosa comporta tutto ciò).

Per intenderci, io inciampo su me stessa per andare dal divano al bagno, ma sarà che sono una mancina che ha studiato programmazione ed elettronica, ogni tanto la mia vena artistica si fa sentire e se non la soddisfo potrei trovarmi a dipingere sulla mia faccia. Quindi meglio piantarmi un chiodo in una mano che uscire con il trucco di Moira Orfei.

Detto questo, inizio a girare i fruttivendoli della zona alla ricerca di quattro cassette da frutta e fortuna vuole che nel cortile in cui abito un signore le aveva da buttare. Prendo le mie cassette e mi dirigo in garage, carteggio le mie cassette e le passo di impregnante fino ad ottenere il colore più simile possibile al mobile che ho in salotto.
Insomma, come una mamma chioccia, ogni giorno tornavo a vedere se il colore asciutto era quello che volevo, e alla fine le mie cassette erano della giusta tonalità!
N.B. Se c'è vento questo passaggio è meglio farlo a porte chiuse, o potreste rimanere con della pietra pomice di forma rettangolare al posto delle cassette. 
Poi mi sono chiesta “che cavolo ci mettono sul legno per renderlo così liscio e lucido, effetto cera”, risposta trovata circuendo il commesso del brico: "finitura, signorina! Il nome stesso già lo dice!" faccia da ebete.
Comunque, passo la finitura che cola come bava di lumaca, quindi stando molto attenta a non esagerare 
( risultato niente colate sulle cassette ma in compenso sembravo Winnie Pooh con le mani nel vasetto di miele) e mi ritrovo il giorno dopo con le cassette che sembravano uscite da un negozio! Da li ho avuto paura che lo spirito di Barbara di Paint you life mi abbandonasse, ma non è stato così: è bastato trovare un pannello per il fondo, avvitarci sopra le cassette e metterci le rotelle che avevo riciclato dal tavolino precedente. In totale il mio nuovo tavolino mi è costato una latta impregnante e una di finitura!


Quindi non serve essere Mc Gyver per costruire qualcosa! L'unico problema è che, come in cucina, una volta che ti riesce qualcosa vuoi provare a fare altro e chi lo dice al mio ragazzo che presto si troverà in casa un piccolo mercatino dell'usato?

giovedì 23 aprile 2015

Endometriosi questa CONOSCIUTA


Dato che in Italia non ne parla nessuno, se non le stesse associazioni fondate perché non se ne occupa nessuno, vorrei dare voce a questa malattia molte volte sottovaluta, sconosciuta e trascurata.

Un bel giorno mi sveglio con delle coliche piuttosto forti all'addome e basso ventre, non capivo bene da cosa potessero dipendere, quindi mi dico, sarà un ciclo mestruale un po' più abbondante del solito. Passato il ciclo tutti i dolori scompaiono ed io torno alla mia vita di tutti i giorni.

Il mese dopo stesse condizioni, ma più pronunciate, tanto che non riuscivo ad alzarmi da letto. Mia madre mi porta al Pronto Soccorso, dove mi chiedono nell'ordine: “anni, sei in gravidanza, hai il ciclo”. Ecco, da qui inizia l'incubo per tutte quelle donne che come me soffrono di endometriosi.
Mi dicono che esagero, che i dolori mestruali possono essere più forti in alcune donne, ma che per questo non ho diritto di “fare tutte quelle scene”. Mi dicono che il giorno in cui farò un figlio mi passerà tutto, mi riempono di flebo di antidolorifici e mi mandano a casa ogni giorno, per sette lunghi anni con lo stesso foglio “sintomi: dolori addominali, anamnesi: dolori addominali”.

Dopo sette anni di agonia, nei quali una settimana prima e una dopo il ciclo avevo cistiti dolorosissime, non riuscivo più ad avere un rapporto sessuale normale, mi imbottivano di ogni genere di farmaco, mi misero a dieta un anno intero credendo io fossi celiaca, perdevo capelli e unghie come se facessi la muta, decisi di rivolgermi al Policlinico in Provincia.

Stessa routine: mi sento male, vado al P.S. (questa volta a Pavia), mi ricoverano (esperienza mai successa negli altri ospedali, se non per una volta nella quale scappai perché, dopo cinque giorni di digiuno, non avevo ancora sostenuto mezzo esame) e mi mandano subito a fare ogni genere di ecografia, poi una risonanza e poi in degenza di 15 giorni. Nei quindici giorni di degenza non mi sono mai sentita dire che stavo esagerando, mai sentita dire che era una cosa normale, tutti mi trattavano come un essere umano. 

Alla prima ecografia (stesso esame che avevo fatto più volte a pagamento presso gli altri ospedali) mi dicono, DUE SPECIALIZZANDE, che avevo dei noduli abbastanza importanti all'altezza del colon (guarda caso, nella mia città, avevo appena fatto una colonscopia e nessuno si era accorto di nulla).
Le mie due eroine, così, mi mandano a fare una risonanza dalla quale si evince un'evidente massa di sangue nell'addome e diversi noduli, più varie aderenze. Dopo tutti questi esami mi comunicano che con molta probabilità si trattava di endometriosi e di tornare pure, se volevo, nella mia città per farmi operare.

Ovviamente opto per l'ospedale di zona in quanto, da operata immobile in una stanza, preferivo essere vicina per eventuali necessità. Arrivo con referti alla mano nello stesso istituto in cui “esageravo” e il medico di turno mi dice <> rispondo altrettanto in confidenza <>.
Preoccupato per la situazione mi programma subito una laparoscopia.

Nella speranza che finiscano questi dolori insopportabili affronto l'intervento con molta serenità. Qualche giorno dopo l'intervento torno a casa e sto quindici giorni segregata a letto senza un misero stipendio, in quanto la malattia non mi è concessa. Lo stesso medico mi prescrive una cura a base di un'iniezione di enantone ogni tre mesi per rimanere in menopausa farmacologica cercando così di “uccidere” le cellule rimaste della malattia. Ovviamente le iniezioni dovevo farmele da sola, perché non potevo muovermi da casa e non avevo 50 € per pagare un'infermiera, tant'è che con la prima puntura mi sono provocata un ematoma che sembrava mi avesse picchiato un boxeur professionista.
Finiti i miei nove mesi di menopausa torno al mio ciclo regolare con una normalissima pillola anticoncezionale ma, tempo sei mesi, sono al punto di prima. Insomma giro vari ginecologi e nessuno mi aiuta, ma la cosa scandalosa è che nessuno considera questa malattia per quello che è: una malattia invalidante e invasiva. Questo mese sono tornata a Pavia, dove dicono che non sono stata operata come si deve ( ma tu guarda!) e mi consigliano una terapia sperimentale!

Felicissima corro in farmacia e qui la sorpresa: la fantomatica cura sperimentale costa la bellezza di 50€ al mese e non è mutuabile in quanto l'endometriosi non è una malattia riconosciuta dallo stato Italiano! Ad oggi mi trovo ancora in menopausa, con cura sperimentale, probabilmente le mie probabilità di avere figli diminuiscono come caramelle in mano ad un bimbo e spendo un sacco di soldi tra cura e integratori e diuretici per stare in piedi.

Quindi non spero nel riconoscimento della malattia da parte dell'Italia, che peraltro è già stata inserita nei LEA come malattia rara (rara?! Ne soffre il 30% delle donne italiane!) ma la lista non è ancora stata approvata, spero solo che qualche famigliare o direttamente chi sta al governo scopra di averla e che venga trattato come sono stata trattata io in questi lunghi nove anni di agonia.


Baci.

martedì 21 aprile 2015

E tu, quando fai un figlio?

Mi chiama la mia cuginetta, un anno più giovane di me, e dice "aspetto un bambino!".
Faccio cadere la mia tazza di cereali, abbasso il volume di American Dad, brucio il tappeto con la sigaretta e risorgo dal divano tipo mummia che esce dal sarcofago.

- "Mi prendi in giro?"
+ "Ma no, scema, volevo dirtelo prima, ma aspettavo i tre mesi per essere fuori da ogni pericolo!"
- "Mi prendi in giro?"
+ "Nooo, ho chiamato prima tua mamma perché tu non rispondevi e mi ha detto che probabilmente stavi    dormendo, quindi sei la seconda a saperlo!"
- "QUINDI MIA MADRE LO SA"
+ "Sì, era felicissima, ha detto che sarebbe ora che anche tu facessi un figlio!"
- "Ecco. Devo andare, probabilmente l'inquisizione sta arrivando, auguri."

Giusto il tempo di svuotare il posacenere e aprire le imposte, le quali non si muovevano da quando ho deciso che la luce esterna non mi serviva in quanto non sono una pianta e di certo più di così non cresco, che suona il campanello. Con il terrore negli occhi e sguardo stile Mamma ho perso l'aereo quando i ladri tentano di entrargli in casa, vado al citofono, il quale è disgraziatamente attaccato alla porta e la porta disgraziatamente attaccata all'ingresso del palazzo, tanto che un giorno quando ho risposto "non posso aprire, non riesco a camminare" i testimoni di Geova mi hanno risposto che Gesù non tollera le menzogne. "Chi è? (respiro affannato)" - "Sono la mamma!"

Mi guardo intorno chiedendomi perché non ho un'uscita di emergenza e sconfitta apro la porta.

+ "Io dico! Tua cugina convive, il suo fidanzato è un bravo ragazzo, lei ha un anno meno di te e aspetta un bambino!"
- "Io dico! Mia cugina convive, il suo fidanzato è un bravo ragazzo, lei ha un anno meno di me e si è trasferita a 600 km da sua mamma!"
+ "Non capisco cosa vorresti dire!"
- "Sarcasmo mamma, hai presente Sheldon Cooper..Big bang Theory...?"
+ "Chi? Lascia perdere i ragazzi stranieri! Qui il punto è che se invece di farti nuovi tatuaggi facessi un figlio sarebbe meglio!"
- "Ehm..mamma, i tatuaggi e i bambini non sono proprio la stessa cosa. Sì, è vero, ci pensi tanto prima di farli, li devi curare, costano, devi scegliere bene con chi farli...ma non hanno bisogno di essere cambiati."
+ "Ma cosa vuol dire? Adesso non fai un bambino perché poi lo devi cambiare?"
- "Sarcasmo, umorismo...no, niente. Non lo faccio perché non ho un lavoro sicuro, il mio ragazzo nemmeno, siamo in affitto, io lavoro otto ore e lui dodici...Insomma ci sono molte cose a cui pensare prima!"

Mi guarda attonita per dieci secondi, guarda i miei tatuaggi, guarda la mia tv in muto sui cartoni animati ed esclama "il tuo ragazzo non c'è?" - "ciao mamma, si è fatto tardi, devo preparare la cena, ci sentiamo presto eh."

La accompagno alla porta con enorme sollievo e chiudo la porta. Sento odore di bruciato, corro in cucina, il mio secondo tentativo di latte con i cereali era appena andato in fumo. No. Decisamente non sono pronta per avere un figlio.


lunedì 20 aprile 2015

Stamattina così raggiante che ho comprato "Io Donna" e il giornalaio mi ha detto "lasci perdere"

Diciamolo chiaramente, potrai anche essere la stragnocca di turno, sempre ben truccata, ben vestita e con lo sguardo che dice "ho dormito su petali di rosa e al risveglio la mia domestica mi ha fatto un massaggio esfoliante", ma ci sono giorni no per tutte...Invece no! Non è la realtà!

La realtà è che se tu, comune mortale, passi una notte a non dormire e al mattino ti metti una mascherina ghiacciata sugli occhi, che nemmeno in Antartide provano un brivido del genere e ti tocchi la faccia per capire se ancora esiste, abbondi di correttore e ti sistemi i capelli per un'ora abbondante con la Bellissima di Imetec, ottieni i seguenti risultati:
A- Passi il resto della giornata con gli occhiali da sole anche in ufficio, non perché ti vergogni delle tue      occhiaie, ma perché non hai più sensibilità al viso dopo la maschera ai ghiacciai dell'Himalaya;
B- Hai usato troppo correttore e quindi sembra che tu abbia fatto un week end sulla neve con il sole in faccia e quindi con contorno a forma di occhiale ( in questo caso consiglio di pitturarsi anche l'astina fino all'orecchio);
C- Hai i capelli in un mix di Moira Orfei e Solange che gridano aiuto da dietro la lacca che li tiene insieme, perché Bellissima di Imetec è bellissima solo se la sai usare.

Poi, in natura, per ricordarti che la stessa è maligna, ci sono quelle ragazze che, anche se la sera prima hanno mangiato nei fast food, hanno bevuto più alcool di Lindsay Lohan e hanno dormito appena due minuti, escono di casa pettinate e con la faccia pulita e truccata di chi è appena rientrato dalle vacanze!
Con quel colorito di chi è perfettamente in salute ( io al massimo ho il colorito di quello che ho vomitato la sera prima) e senza problemi parlano e scherzano con i colleghi.

Ora io dico, non è che vi odi o che vorrei vedervi dannare tra mille sofferenze;
Sappiate però che se scrivete "oggi per niente in forma" e nella foto sembrate Megan Fox, vi
sto augurando un herpes genitale!


Mi fai stare bene

non sono una persona capace di gesti eclatanti o di parole romantiche. Il massimo che so fare è tipo, hai presente quando arrivi a casa e chiedi alla mamma cosa c'è per cena e lei ti dice che ordina la pizza? Hai presente quando ti scappa tanto tanto la cacca e finalmente riesci a farla? Oppure quando ti svegli alle sette del mattino convinta di essere in ritardo e invece scopri che quel giorno non lavori? O quando arrivi a casa, apri il frigo, sembra vuoto e invece nell'angolo più remoto scovi l'ultima confezione di yogurt? Tutte quelle cose ti danno quel senso di pace eterna, come se in quel momento tutto il resto del mondo non esistesse, non sono brava a parole...ma cazzo se mi fai stare bene!

venerdì 17 aprile 2015

Evidenti segni del tempo


Storie vere di una receptionist parte terza

due clienti entrano in hotel
la moglie: è aperto!
il marito da fuori: ma no! è chiuso (notare che gli elementi sono nell'ingresso con me che cerco di farmi notare urlando buongiorno -.-)
la moglie: ma se la porta è aperta vuol dire che è aperto (io sono sempre qui che urlo buongiorno)
il marito: ma non vedi che è buio (le luci sono accese)
la moglie si gira, mi guarda come se avesse visto un fantasma e ripeto "BUONGIORNO", il marito entra e dice "ah, ma non siete chiusi?".
No, dico, ma ci siete nati così?

Si sa, la speranza è l'ultima a morire

e quindi oltre ad immaginare principi in stile Disney, che vengono a salvarci dal brutto mondo reale, ci si diletta ad immaginare anche le loro parti intime.
Diciamocelo, il Principe può anche essere quello Azzurro, ma se di sostanza ce n'è poca di sicuro non sarà un azzurro Tiffany. Quindi ecco il link per decidere se il principe che abbiamo sempre sognato da bambine, corrisponde alle nostre aspettative da adulte in ovulazione.
I principi Disney si mettono a nudo

Storie vere di una receptionist parte seconda

E' lunedì.è festa.sono pagata come un normale feriale.Ristorante pieno.battesimo.bambini.gente ignorante che piuttosto che chiedere dov'è il bagno te li trovi in cucina.pellicce.deodoranti axe usati al posto della doccia.io mal di gola e nausea da stamattina. Ora, fatto il punto della situazione, posso dire con certezza che entro le 17.30 accadrà uno dei seguenti eventi:
a) Mi alzo e corro verso i clienti urlando ed imprecando parole delle quali Germano Mosconi sarebbe fiero, inizio a picchiare senza distin
zione di età, ceto sociale e sesso tutti i presenti scandendo la frase 

"I B A T T E S I M I N ON F A T E L I I N U N L U N E D I' F E S T I V O".
b) mi impicco con una di queste sudice pellicce dopo averci defecato sopra.

Storie vere di una receptionist

Salta la corrente al ristorante, corro verso il bagno, dentro ci sono madre e figlia ( premetto che lavoro in questo ristorante), chiedo: 
"avete per caso schiacciato il pulsante dove c'è scritto GUASTO?"
- la madre, con aria soddisfatta: "SI'!"
+ io: "mi scusi ma c'è scritto G U A S T O"
- la madre: "eh, ma io come faccio ad accendere la luce?" (ci sono altri 5 bagni)
La guardo, tutto buio, "signora, le pare che ci sia la luce adesso?!"

A volte la colpa è solo nostra, che non giriamo con un mattarello in mano per educarle quelle come lei.



Diario di una sociofobica

GIORNO UNO:
Caro diario,
Mi sono svegliata con la consapevolezza che non sarebbe stata una bella giornata e questo l'ho dedotto da:
a- è Lunedì;
b- devo andare a lavoro;
c- i miei colleghi sono il motivo della mia sociofobia.
Arrivata a lavoro ho notato il solito movimento di gente, anzi no, di bocche non pensanti che parlavano, anzi sparlavano, di ogni singolo componente di questo magnifico regno che è il nostro posto di lavoro. Poteri persino giurare di aver visto un ragno alquanto infastidito dal fatto che ingiustamente è stato accusato di fancazzismo!
Povero ragno, lui che come un bravo stacanovista tesse ogni giorno le ragnatele che sono arrivate ad avvolgere la cameriera la quale si ostina a non rimuovere (inizio a pensare che lo stile finta casa stregata le piaccia).
Noto con fierezza che durante il week end si è parlato di me, ed ora sono, nell'ordine: 
- una stronza;
- una tr*ia;
- la costante colpevole di quello che di male succede anche quando non   ci sono.
Poteva andarmi peggio, come quella volta in cui mi additarono come una possibile amante di uno dei colleghi. Quella si che fu un'offesa.
Comunque, Diario, oggi farò quello che faccio ogni santo giorno: cercherò di passare inosservata e mi avvalgo della facoltà di ucciderli.
Passo e chiudo.

Comprare mobili su misura non fa di te una signora

Ma dico io, un’ora di discussione con la mia collega perché lei ha comprato solo mobili su misura per casa sua ed io mi sono affidata ai mobili usati!
Certo, ha un senso logico, comprare mobili su misura se non fosse per il fatto che:
- sei in affitto;
- vuoi mettere su famiglia, quindi si deduce che traslocherai dal tuo bellissimo    monolocale;
- il tuo ragazzo non lavora e lo stai mantenendo tu;
- molto probabilmente l’adorabile prole che metterai su distruggerà i tuoi adorabili mobili!
Confido nei mobili in quanto spero di comprare casa un giorno e di non preoccuparmi del fatto che i mobili ci stiano o meno nella nuova casa e del fatto che una volta smontati non si rimonteranno mai come prima!
Poi oh, ognuno pensi ciò che vuole, ma in tre lunghissimi metri di cucina la frase “a Pasqua siamo a mangiare dai miei perché loro hanno la lavastoviglie” non si può sentire!

Le nuove generazioni mi fanno sentire vecchia, ma anche un po' intelligente..

Partiamo dal fatto che sono sociofobica e questo forse influisce sulla mia capacità di giudizio, ma credo fortemente che determinati soggetti si applichino all'inverosimile per far saltare i miei delicati nervi.La situazione è questa: vai a fare un giro in questo nuovo negozio di libri, vaghi a caso in mezzo agli scaffali e sottolineo a caso in quanto non esiste un ordine cronologico, alfabetico, per casa editrice, nella disposizione dei libri.
 Ti avvicini ad uno scrittore che adori e..solo due merda di titoli. Ok, ce ne saranno altri, magari nei nuovi arrivi, magari nel culo di chi ha stabilito quest'ordine che ordine non si può chiamare, quindi ti accingi alla cassa e interroghi il commesso (ragazzino simil-hipster, con baffetti e maglietta anni ‘80): -“Buongiorno, avete per caso altri libri di Palahniuk?” –“Come?” -“Palahniuk, avete altri libri suoi” il simil-gay friendly mi fissa e con aria da cucciolo mi dice: –“No.”
Perplessa mi dirigo verso altri scaffali e davanti ai miei occhi cosa appare? L'ultimo libro di Palahniuk!!!! Ora, il quesito che mi pongo da due giorni è: questa razza di inutile simil-commesso che apparentemente sembra voglia assimilare la cultura del “sono-un-povero-asociale-alternativo-introspettivo-che-passa-le-giornate-a-leggere-libri-di-squilibrati-antisociali-con-i-miei-occhiali-da-finto-nerd” doveva capitare proprio nella mia città? Ho un consiglio per i giovani anticonformisti e solitari di oggi: approfittatene per leggere qualcosa di culturalmente stimolante, non solo le etichette di H&M per capire se hanno sfruttato dei poveri bambini del Bangladesh per produrre i loro capi!

Traduttore Donna Uomo

In sostanza ci date sempre delle logorroiche, ma non è colpa nostra! Come si può infatti evincere dalla colonna 1, noi siamo concise, siete voi che non leggete tra le righe della colonna 3!

QUELLO CHE DICI QUELLO CHE CAPISCONO QUELLO CHE DOVREBBERO CAPIRE
Il bidone è pieno. Tirando il sacchetto dura almeno altri due giorni. Dato che cucino, stiro, pulisco, dovresti almeno occuparti dell'immondizia.
I panni per terra sono da lavare? Devo annusare i panni per capire se me li deve lavare Potresti usare quell'oggetto dalla forma di cesto per mettere i tuoi panni sporchi così posso evitare di sentirmi agli ultimi giorni di saldi da H&M e magari capire cosa è sporco e cosa non lo è?
Non so cosa cucinare per stasera. Si risponderà da sola e accetterò qualsiasi pietanza mi troverò nel piatto quando arriverò a casa perennemente in ritardo e senza aver avvisato. Se mi facessi il favore di dirmi cosa preferiresti mangiare avrei più tempo per pensare ad altre cose, invece di mettere il gatto nel forno e cambiare la lettiera all'arrosto!
A che ora torni? Ecco! Sempre queste domande inquisitorie! Come se io stessi a giocare anziché a lavorare! Come faccio a sapere a che ora torno, dipende dal traffico, dai semafori, dall'aperitivo, dall'allineamento dei pianeti! Mandami un messaggio quando stai per partire per casa che butto la pasta.
Da oggi mi metto a dieta. Lo sapevo! Da oggi mi toccherà mangiare schifezze senza sale ne olio, niente più dolci e sarà isterica ogni minuto! Da oggi ti guarderò sofferente con davanti solo una foglia di insalata mentre tu mangerai come ogni giorno, abbuffandoti, senza provare la minima compassione. E sarò isterica.
Ho le mie cose. Ci risiamo, sbalzi d'umore, crisi nervose, niente sesso. Vorrei solo un po' più di comprensione, magari due coccole e proverai il miglior sesso orale del mondo, perché se solo ti informassi, durante il ciclo mestruale ho degli sbalzi ormonali che nemmeno Cicciolina mi batterebbe!

Quelli che..

Quelli che “tesoro, non te l'ho presentata perché si fa vedere una volta ogni tanto”, “tesoro, vedi che anche gli alieni si fanno vedere una volta ogni tanto e quando capita li vivisezionano!”


Come tutte le volte che..


Come tutte le volte che la tua amica ti chiama piangendo, raccontandoti della sua crisi sentimentale, tu stai seguendo la tua serie tv preferita. Cosa scegli? Di solito con un orecchio seguo lei e con l'altro la serie, si sa noi donne sappiamo fare più cose contemporaneamente, se non fosse che ogni tanto alla domanda “ma io cosa dovrei fare?”, rispondo “una risonanza dell'addome e vedere se ci sono metastasi” ( guardavo Grey's Anatomy).
Ma alla fine serve davvero il parere di un'amica sulle nostre relazioni sentimentali, o lo chiediamo solo per sapere che “qualunque scelta tu faccia, sarò sempre li”???