mercoledì 28 ottobre 2015

Oltreuomo da sempre grandi ispirazioni - I regali che rendono felice una donna

Oltreuomo in questo articolo scrive i regali che rendono felice una donna, ma, buona parte di questi "regali" non mi renderebbero felice, anzi. Quindi nell'auspicio di accrescere la cultura maschile in ambito donne stilo i veri regali che rendono felice una donna:












#10. "Qualcosa che ha perso o rotto"
Regalarci qualcosa che già era in nostro possesso vorrebbe dire "non ho fantasia, ti prendo qualcosa che già avevi così vado sul sicuro". Sarebbe meglio mettere alla prova le vostre doti da MacGyver e dimostrarci di essere in grado di aggiustarci qualunque cosa.
#9."Qualcosa di molto semplice" scrivono "cover, poster, lacci di scarpe..."
No, sul serio?! "Perché a contare non è quanto hai speso ma quanto affetto hai messo nel tuo regalo". No, fatemi capire l'affetto nei lacci delle scarpe? Perché, a meno che siano di Tiffany, non ne capisco il senso. Sei volete puntare su "spendo poco, ma dimostro interesse" regalateci piuttosto un collage di foto scattate insieme.
#8. "Una pianta"
Ci avete scambiato per vostra madre? Dobbiamo già accudire voi, come ci rimane del tempo per accudire una pianta?! Un regalo ornamentale più accettato potrebbe essere un bel quadro (che appenderete voi) o un completo di lenzuola, magari di raso.
#7. "Un libro"
A meno che conosciate perfettamente i gusti della vostra donna e abbiate una certa cultura in campo, un libro potrebbe essere un arma a doppio taglio: è risaputo infatti che le donne ricavano un film mentale da ogni parola, figuriamoci da un libro! Quindi piuttosto un libro di ricette o un libro di poesie.
#6. "Hard disk, chiavetta USB"
Sì, e poi avrete da noi la stessa attenzione che suscita un commesso di Unieuro. Se avete una donna tecnologica optate per una cornice digitale con le vostre foto per favore.
#5. "Cibo"
Stiamo parlando di regali o di mansioni che un uomo dovrebbe normalmente svolgere? Dall'alba dei tempi l'uomo è colui che procaccia il cibo, questo non è un regalo, è un obbligo! Regalate piuttosto una cena cucinata con le vostre manine che molte volte ci chiediamo a cosa servano se non per aprire barattoli!
#4. "Scarpe" scrivono "ciabatte, scarpe da ginnastica e pantofole, perché la scelta delle scarpe da indossare fuori casa è troppo importante per essere affidata ad un uomo"
Qui una cosa giusta l'avete scritta..comunque..
Mia nonna per Natale sfoggia sempre ciabatte nuove..ho il vago sospetto che siano quelle che mia madre le passa di nascosto...Eppure è così semplice! Gift card da usare nel nostro negozio di scarpe preferito!
#3. "Fiori" rileggere il punto 8.
#2. "Cena fuori"
Sì, ok, abbinata ad un regalo al tavolo, grazie.
#1. "Vestiti" scrivono "regalale una tua felpa"
Tesori la Caritas ha dei bidoni gialli molto accoglienti per queste cose, per noi invece vale il punto 4.

venerdì 17 luglio 2015

LE REGOLE PER VIVERE IN ARMONIA CON LE DONNE

Su Facebook ho trovato questo:
LE REGOLE PER VIVERE IN ARMONIA CON GLI UOMINI:
1) - Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo. Non c'è modo di modificare questo comportamento. Un bel lato B sortisce il medesimo effetto.
2) - Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su tiratela giù. A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giù.
3) - Domenica = sport/relax. E' un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo così.
4) - Fare la spesa NON si può considerare sport.
5) - Piangere è un ricatto.
6) - Se volete qualcosa, chiedetelo.
7) - Cerchiamo di essere chiari: "Sottili" sottintesi non funzionano. "Forti" sottintesi non funzionano. "Ovvi" sottintesi non funzionano.
Semplicemente ... DITELO!!
9) - Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.
10) - Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.
11) -Qualunque cosa abbiamo detto sei mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo sette giorni.
12) - Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.
13) - Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro. Se entrambi vi fanno arrabbiare o vi rendono tristi ci siamo espressi male.
14)- Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta". Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.
15) - Quando possibile, parlate durante la pubblicità.
16 ) - Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
17) - TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. "Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. Anche "melone" è un frutto. "Malva", non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.
18) - Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.
19) - Se chiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di fastidi.
20) - Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
21) - Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!
22) - Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su:
- sesso, sport, automobili, sesso.
23) - I vestiti che avete sono più che sufficienti.
24) - Le scarpe, invece, sono troppe.
25) - Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma.
Anonimo per l'armonia tra i sessi.
e non potevo certo evitare di rispondere, per cui ecco
LE REGOLE PER VIVERE IN ARMONIA CON LE DONNE:
1) La bocca è fatta per parlare ed è per questo che parliamo. Non c'è modo di modificare questo comportamento.
2) Imparate ad usare il cesto della biancheria, a noi serve riuscire a camminare per il bagno senza inciampare, a voi serve avere panni puliti. Noi non ci lamentiamo quando non abbiamo abiti puliti da mettere.
3) Domenica=giretto/shopping. E' un evento naturale e se non partecipate troveremo sicuramente un bel ragazzo disposto ad accompagnarci.
4) Fare la spesa NON si può considerare shopping.
5) Fare il labbruccio con sguardo da bambino triste è un ricatto.
6) Se vogliamo qualcosa, fatelo.
7) Cerchiamo di essere chiari: "te l'ho già detto una volta" è una sottile minaccia, "non te lo ripeto più" è una forte minaccia. "sono partita con l'istruttore di pilates" è un'ovvia conclusione.
8) Non c'è il punto 8 perché in quanto uomini contare e scrivere sono due cose, ed insieme non possono essere fatte.
9) Sappiamo perfettamente risolvere i nostri problemi, se ve lo sottoponiamo è solo per farvi sentire utili e partecipi.
10) Un "amore non li, più giù, più su, a destra, lascia perdere" che dura 17 mesi è un problema. Studiate di più.
11) Il concetto è equivalente per quando diciamo che risparmieremo e faremo meno shopping.
12) Se pensate di durare poco a letto, probabilmente è così. Non chiedetecelo.
13) Se qualcosa che abbiamo fatto o detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrapare, intendevamo l'altro. Se entrambi vi fanno arrapare avete capito male.
14) Possiamo chiedervi di fare qualcosa o dirvi come andrebbe fatta, in ogni caso passeranno mesi di minacce prima che la facciate.
15) Quando possibile cucinate voi che anche noi dobbiamo guardare la TV.
16) Francois Duval non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse come guidare. Noi nemmeno.
17) TUTTE le donne conoscono solo 1 termine per le altre donne che vi girano intorno. "Amica" per esempio, è una rivista, non il giusto termine. Anche "collega" non è il giusto termine. "Ex" non sappiamo cosa sia in quanto già seppellite tutte.
18) Se fa male, andate dal medico. Noi facciamo così.
19) Se chiedete "cosa c'è" e noi rispondiamo "niente", arriverà un giorno qualcuno che quel "niente" saprà riempirlo.
20) Se dite "non lo trovo", aspettatevi un "se vengo li io lo trovo".
21) Quando parlate di calcio, ogni uomo che passa sembra più interessante di voi.
22) Domandateci ogni tanto a cosa stiamo pensando, si sa mai che potreste iniziare a capirci.
23) Il cibo che c'è in frigo è più che sufficiente.
24) La pancia, invece, è troppa.
25) Non siete perfettamente in forma, l'istruttore di pilates lo è.


giovedì 9 luglio 2015

LE DONNE E I VESTITI

Sia chiaro, rispondere ad una donna che dice "non ho niente da mettermi" con un "ma se sei piena di vestiti!" è come rispondere ad un uomo che dice "non niente a cui giocare" con un "ma se sei pieno di giochi!", quindi uomini finiamola con questi luoghi comuni che vogliono le donne con armadi pieni ma sempre senza nulla da mettersi. Pensateci bene, accendete la Play, iniziate a passare in rassegna gioco per gioco e:

  • di questo gioco ho già finito tutti i livelli VESTITO--> l'ho messo talmente tante volte che tanto vale uscire in tuta; 
  • in questo mi blocco sempre al primo livello da mesi VESTITO--> lo metto, esco di casa e ogni tre secondi mi devo sistemare la gonna perché si alza;
  • questo me l'hanno regalato e non mi piace VESTITO-->questo me l'hanno regalato e non mi piace (probabilmente ce l'avete regalato voi);
  • questo si blocca al terzo livello VESTITO-->la zip si blocca a livello culo.
Ora, o ci lasciate comprare dei nuovi vestiti senza batter ciglio, o al primo videogioco che acquistate vi facciamo un culo che non vi entreranno più i pantaloni e sarete costretti a fare shopping con noi.

Un altro luogo comune sulle donne è che ogni scusa è buona per shopping..esatto! Come per voi ogni scusa è buona per farsi una birra! E' stato provato da più studiosi: lo shopping nella donna provoca una sensazione di benessere, sarà perché passiamo la vita a vedere pubblicità di donne mezze nude con fisici scultorei e vestiti strepitosi che ci sentiamo costrette ad apparire oltre che all'essere. Purtroppo è la triste realtà, una donna può essere una persona intelligente, originale, spiritosa e altruista, ma se il tutto non è condito da bei vestiti e accessori tutte queste qualità passano in secondo piano!
L'uomo non ha questi problemi, un uomo non deve truccarsi (anche se il più delle volte è visivamente più brutto di una donna), un uomo non deve depilarsi (i suoi peli sono più lunghi e più brutti, ma a tutti sta bene che se ne stiano li a guardarti), un uomo non deve acconciare i capelli in modo tale da essere elegante e al tempo stesso non averli davanti agli occhi tutto il giorno! 
In sintesi l'uomo deve piacere così com'è, la donna deve piacere come la moda impone! Quindi lasciateci comprare tutti i vestiti che vogliamo perché siamo stressate e ce lo meritiamo!


giovedì 2 luglio 2015

LE DONNE E LA GELOSIA

Ormai è noto, noi donne per indole siamo gelose. No! Noi donne siamo astute, perfide, maligne e intelligenti. Non è gelosia, è furbizia, sappiamo con chi abbiamo a che fare (le altre) e sappiamo che sono pronte a tutto per qualche cm di felicità, al contrario di voi, uomini che siete ingenui, che pensate "ma no, figurati, lei è solo un'amica che si preoccupa per me", mentre lei probabilmente è una che si preoccupa dei suoi orgasmi. Per non farvi cadere nella trappola ho scritto una serie di frasi e situazioni che voi, stupidi uomini, non sapete tradurre.


  • Il mio ragazzo ultimamente non mi guarda nemmeno = sono in cerca di un qualsiasi volatile perché quello del mio boy mi ha annoiata;
  • Sai, ieri ho preparato una torta per il mio ragazzo, era buonissima = sarò una brava massaia in cambio del tuo membro, al contrario di quella poveretta della tua ragazza che non sa nemmeno cucinare 2 uova;
  • Ciao, come stai? A noi donne non importa l'umore del nostro uomo, figuriamoci l'umore di quello delle altre. Siamo noi le lunatiche, non voi, quindi per noi voi state sempre bene. La frase in questione suggerisce un "raccontami qualcosa che non va con la tua ragazza, in modo da poter intervenire e darti sollievo con le mie fauci";
  • In piscina: tutti mi dicono che questo costume è trasparente, ma a me non sembra! Alla tua ragazza scappa una tosse tipo "troia" e tu pensi che lei sia gelosa inutilmente? Tesoro, il fatto che il suo costume sia trasparente è fatto pubblico, ti sta solo chiedendo di guardarla nella speranza di una erezione da parte tua.
  • Hai mai pensato di farti le sopracciglia? = Sta già cercando di cambiarvi!
Tra le frasi invece della vostra ragazza che fraintendete spesso troviamo:

  • Chi è quella? = frase spesso usata quando una persona di sesso femminile mai vista prima vi si fionda al collo, baciandovi e abbracciandovi come se la vostra ragazza non fosse presente e scappando via senza nemmeno presentarsi. Sorge dunque ovvia la domanda "chi è quella?", dove con la parola "quella" si intende persona di sesso femminile senza nome e senza mai una menzione da parte vostra di ella.
  • Perché mette like alle tue foto? = questa frase, detta in contesto social network, nasce perché è ritenuto scontato che una foto di voi, spettinati, con faccia da ebete, vestiti da lavoro e con lo sguardo da triglia, possa piacere solo ai vostri amici che, con un like, intendono "va che pirla" ed è pieno di mistero il like di una bella ragazza a meno che questa sia un'ornitologa.
  • Sembra una troia. = Esclamazione che arriva nel momento in cui una femmina, sprovvista di reggiseno, con un abito succinto e tacco 12 si appropinqua verso quello che è chiaramente un uomo impegnato con fare da pantera ubriaca. Spesso confusa con invidia. No tesori, noi donne invidiamo solo i vostri stipendi o la ragazza di quello in foto.
Quindi ometti attenti perché da "è solo un'amica, ci vediamo ogni tanto" a "la mia amica non risponde più al telefono e non si vede in giro" il passo è breve.

mercoledì 24 giugno 2015

LE DONNE E LA DIETA

Come ogni anno arriva l'estate e come ogni anno c'è quella stronza della nostra vicina di casa che prende il sole in uno strettissimo bikini (se mi leggi non ce l'ho con te, ce l'ho con quella di due piani più su..).
Al grido di "la prova costume non riesco a superarla" tutte quante (anche se c'è chi non vuole ammetterlo) ricorrono alla dieta lampo, che ogni anno miete vittime soprattutto tra i fidanzati/mariti.

Al super:
 -"amore mi compri le brioches per la colazione?"
+"sei matto?! Così poi le vedo, le mangio e ingrasso! Per colazione fette biscottate o biscotti integrali senza    zucchero!"
Da quel momento lui capisce, si spaventa, ma subito dopo diventa un freddo calcolatore per riuscire a salvarsi da morte certa.

A casa:
+"stasera petto di pollo alla piastra con insalata."
-"posso almeno avere la maionese?"
Lei con lo sguardo di quella che ha appena visto una con il suo stesso vestito, gli lancia il pollo, l'insalata e lo condisce per intero con un barattolo di maionese.

Nei negozi di abbigliamento:
+"amore compro questo, cosa ne pensi? Lo provo?"
-"provalo amore."
+"ecco dai già per scontato che non ci entro! Lo sapevo!"
-"no, amore ti ho detto di provarlo perché magari non ti va...nel senso, magari è troppo grande."
+"che tenero, pensi che possa starmi largo! Allora vado a provarlo."
-"...allora amore, come ti sta?"
pianti isterici dal camerino, commessa che scappa urlando, lei che esce come Hulk quando si trasforma con indosso la camicia e...
+ "stasera non si cena!".

In piscina:
+"amore facciamoci un selfie!"
-"dai scatto io!"
+"com'è venuta?...No cancellala subito! Ma dico cosa ti viene in mente di prendermi anche le gambe?!"
-"ok, la rifacciamo!"
+"vedere!Ok, se vuoi che tutti sappiano che stai con una balena dimmelo subito! La pancia! La pancia! Mi fotografa la pancia!"
-"ok, tesoro, rifacciamola!"
+"questa è venuta benissimo sicuram....come cavolo ti viene in mente di prendere la mia caviglia nell'angolo in basso a sinistra?! Non vedi che ho le caviglie di una donna in gravidanza!?!?Amore ma dove vai?"
-"a fare un selfie con quella bionda che ti assomiglia, tranquilla poi taggo te!"

Se anche tu ti sei messa a dieta, sappi che ogni anno nel periodo estivo 20.000 uomini vengono ritrovati a vagare per i supermercati alla ricerca delle brioches per la colazione, non restare indifferente, mangia come un maiale insieme al tuo uomo e poi trombate come ricci per consumare calorie!

mercoledì 17 giugno 2015

LE DONNE E LA LISTA DELLA SPESA

Non credo di essere pazza, credo sia normale scrivere la lista nell'ordine di disposizione delle corsie del supermercato scelto!
E' ora di dire basta agli uomini che si lamentano delle nostre lunghe incursioni al supermercato!

Loro dicono che noi siamo esagerate, che la spesa per noi è come andare in battaglia, poi li vedi (perché li ho visti ed è così) al supermercato con la foto del prodotto che la loro fidanzata/moglie gli ha lasciato per comprarlo e sono gli stessi che vedi stendere il bucato e chiedersi perché l'acchiappacolore non ha funzionato (perché avete sbagliato marca!). Ma non perché siete stupidi signori bensì perché siete ingenui, talmente ingenui che pensate che il prodotto sullo scaffale più vicino alla vostra altezza sia li perché è il migliore, non perché i produttori pagano fior di quattrini per avere la posizione più visibile, ingenui perché pensate che l'offerta lancio sia conveniente e non una strategia di marketing!

Non è colpa nostra se nella spesa siamo così selettive, non è colpa nostra nemmeno se noi arriviamo a casa con il doppio della vostra spesa spendendo la metà del prezzo. Quindi a favore di questi poveri uomini, che vanno disarmati a fare la spesa e poi vengono sbeffeggiati dalle loro donne in presenza delle amiche, scrivo queste regole da rispettare per una spesa della quale le vostre compagne saranno invidiose:


  • LA LISTA  (io sono facilitata perché faccio un menù settimanale e mi attengo a quello, comunque seguo lo stesso iter): passare in rassegna tutti volantini dei negozi vicini. So a cosa state pensando "che palle, dove vado a prenderli?" oppure "devo guardare tutti i siti di tutti i super vicini a me? Non so nemmeno come si chiamano". Invece no cari i miei svogliati, esistono siti che raggruppano tutti i volantini dei super, basta mettere la vostra zona e vi mostreranno tutti i punti vendita. Tra tutti quello con il quale mi trovo meglio è Doveconviene, andate sul sito, sfogliate i volantini e pensate "quali sono le cose più costose delle quali ho bisogno? Qual è il super che mi da più offerte su questi prodotti?". Mi raccomando, approfittate dell'essere ancora in casa per annotarvi le marche dei prodotti che consumate e tutto quello che manca (se serve scattare foto).
  • INIZIO MISSIONE una volta scelto il supermercato la parte più difficile è quella di NON DISTRARSI, i prodotti e le corsie sono disposte in modo da farvi dimenticare perché siete li, non guardate nulla al di fuori dei nomi delle corsie e procedete con la vostra lista in mano. Ogni  promozione appariscente, sconto eclatante ecc. li avete già visti sul volantino, quindi non lasciatevi attirare dai segnali luminosi.
  • CHECK DELLA LISTA siete riusciti a non distrarvi? Siete arrivati in fondo alla lista della spesa? Preso tutto? Bene, è il momento della cassa, scegliete la cassiera che vi sembra più cordiale e passate in rassegna tutti i coupon che avete raccolto per l'occasione (li trovate su Buonpertutti, su Desideri Magazine, Scontomaggio e altri innumerevoli siti di campioni gratuiti e buoni sconto). Date i buoni alla cassiera ed assicuratevi che la cassa li accetti controllando bene lo scontrino. Fatto?
Con queste dritte dovreste riuscire a fare una spesa degna delle vostre donne spendendo poco.
Io intanto spero che un giorno il mio ragazzo sia in grado di compiere una simile missione, per il momento lo mando solo a comprare l'acqua.

giovedì 11 giugno 2015

LE DONNE E LE PULIZIE

Classico, lui esce di casa per andare a fare qualche ora di straordinario e tu ti dici "pulisco casa così quando rientra è tutto in ordine e il pranzo è in tavola", ma cosa succede realmente?


  • Ore 6:00 lui si prepara per il lavoro                                                                                           "amore dormi ancora un po, già lavori tutta settimana, tu che puoi dormi." "Ma figurati amore, ormai sono sveglia, faccio colazione e poi pulisco casa!"                                                                               
  • Ore 7:00 lui è uscito da 30 minuti                                                                                                           il gatto piange affamato attaccato alla porta e tu ti rigiri nel letto fingendo di non sentire.                    
  • Ore 8:00 il gatto inizia a scardinare la porta della camera da letto                                                         tu ti alzi sbattendo contro ogni spigolo della camera e ti dirigi verso la porta con passo da donna che si trascina a casa dopo una giornata di saldi, apri la porta, inciampi sul gatto, prendi delle crocchette e le metti nella ciotola dell'acqua, ti siedi sul divano ed entri in coma.                                                          
  • Ore 9:00 il gatto ha bevuto la sua zuppa di crocchette e vuole giocare                                                  lo guardi, prendi la sua pallina attaccata al filo e con un braccio che esce dal divano inizi a muoverla. Dopo aver preso la pallina sul muso per la terza volta, capisce che forse non sei in grado di coordinarti e quindi, da bravo animale svogliato quale è, si mette sul divano con te per una pennichella.                         
  • Ore 10:00 ti prende l'arsura da troppe ore di sonno                                                                             raccogli tutte le forze e vai verso la cucina in cerca di liquidi, il gatto alza la testa, ti guarda, e torna a dormire. Bevi un'intera bottiglia d'acqua e i piatti sparsi per il tavolo ti guardano chiedendo di essere lavati. Ti spaventi e torni sul divano. Accendi la TV e "alta infedeltà" la replica della puntata che non hai visto perché ti sei addormentata sul divano con la bava alla bocca la sera prima.                              
  • Ore 11:00 sei ormai entrata nel circolo di programmi a basso rango culturale che trattano di uomini infedeli e donne annoiate. Sei come ipnotizzata e inizi a sospettare che il tuo ragazzo possa essere tra quelli, quindi lo stare sul divano a far nulla mentre lui lavora ti sembra la giusta punizione.                       
  • Ore 12:00 finiti i programmi di Real Time ti rendi conto dell'ora                                                            la casa fa schifo, il cibo non è pronto e lui sta per tornare. Come presa da un attacco di diarrea fulminante corri ad aprire le finestre, con una mano rifai il letto, con l'altra passi la polvere, getti secchiate di candeggina nel bagno e intanto che la "lasci agire" (c'è scritto così) stendi i panni della sera prima, torni in bagno che ormai è una camera a gas, getti acqua su tutte le pareti per togliere la candeggina che nel frattempo ha preso possesso dei muri, torni in cucina, lavi tutte le stoviglie, lavi il pavimento e ti lanci sul divano. Si apre la porta, lui fa per entrare con le scarpe da lavoro e tu: "questo è il rispetto che mi porti?! E' tutta mattina che mi sbatto a pulire casa e tu entri con le scarpe sporche?! Adesso per punizione non ti do niente da mangiare! E lasciami in pace che sono stanca morta!".

martedì 9 giugno 2015

Donne, lavoro e le cose che gli uomini non dovrebbero dire

Da piccola giovincella ignara del mondo esterno ho sempre pensato che quando si dice che le donne sul lavoro sono pagate meno e spesso maltrattate si sbaglia. Mi dicevo, impossibile che in un Paese come il nostro, fondato sul lavoro, con persone così colte, sia accettato un simile trattamento...beh, come mia madre sarà felice di leggere, mi sbagliavo.
 
Ai tempi della scelta della scuola superiore mi sono impuntata su un istituto tecnico con qualifica di perito informatico, sento ancora mia madre che dice "non è un lavoro da donna" ed ancora mi chiedo "ci sono lavori da donna?", comunque, mi impunto ed ecco che mi trovo in una classe di soli maschi che fanno wrestling durante la lezione usando me come oggetto da lanciare per far scena sul ring! Dopo anni a prendere calci e pugni senza capire poi effettivamente perché, mi ritrovo a dispensare consigli di coppia ai miei compagni e eletta rappresentante d'istituto. 
Gli anni passano, mi trovo ad imparare cose che pensavo di non poter capire "perché sei donna! (Sì, mamma)" e a sentire il mio prof. che ad ogni insulto che tiravo al saldatore se ne usciva con la sua battuta per nulla divertente "ti sei rotta un unghia?". Ora, seriamente prof., non ha mai fatto ridere e mai lo farà e se devo essere sincera, fossi in lei, più che fare battute tristi a delle povere ragazze che cercano di imparare un mestiere, penserei a levarmi quella pancia da alcolizzato che all'età di 29 anni nemmeno Homer Simpon avrebbe approvato!

Dopo questi lunghi anni passati a cercare di imparare l'arte del wrestling e quella del perito informatico, prendo il mio diploma ed inizio a cercare lavoro nel mio settore. Svariati colloqui mi hanno portato ai seguenti soggetti selezionatori: 
  • quelli che "eeee...sarebbe disposta a svolgere anche mansioni che non concernono l'effettivo ruolo del perito informatico?" "e lei sarebbe disposto a prendere in considerazione la momentanea sospensione del suo apparato riproduttivo dalla forza di gravità per poi riacquisire lo stesso sotto forma di mousse alla fragola?"
  • quelli che "maaaa...come mai ha scelto questo tipo di studi? Si sa, il settore informatico ed elettronico è un settore maschile." "No! Non si sa! Sono quasi sicura che a scuola, al momento della scelta dell'indirizzo, non c'era un cartello con scritto uomini a destra e donne a sinistra!"
  • quelli che "senta, parliamo di progetti, ha per caso intenzione di rimanere incinta?" "Caro il mio selezionatore, considerando che ho un'endometriosi che si è mangiata quasi tutto il mio apparato riproduttivo, la risposta è NO, a meno che lo Spirito Santo scenda in Terra e scelga me come portatrice al mondo di una creatura divina, la mia risposta è NO!"
  • quelli che "eeee...una donna nei miei uffici, una donna nei miei cantieri, si rende conto che se la assumo i miei operai si distraggono?" "No, non me ne rendo conto, evidentemente devi averli scelti con la capacità di attenzione di una scimmia, altrimenti non capisco come possano distrarsi, insomma, non sono mica un calciatore!"
Disperata, dopo mesi di ricerca, mi appare un folle ubriaco in un bar che mi chiede se voglio lavorare come receptionist presso il suo hotel. Mi dico, è ubriaco, non lo conosco...ok, parliamone!
Mi da appuntamento presso il suo hotel il giorno dopo ed eccomi da 8 anni a lavorare per lui! Il punto non è che non ho trovato lavoro nel settore che cercavo, il punto è che ora mi trovo incastrata in un lavoro dove di contratto non se ne può parlare, dove i dipendenti uomini hanno un contratto e prendono più soldi e dove le dipendenti donne si prendono epiteti come zoc**la e simili!

Quindi sì mamma, avevi ragione tu, ora dopo anni a sprecare la mia vita qui dentro a fare un lavoro che non è il mio mi rendo conto che avrei dovuto fare l'ereditiera! Un lavoro che in Italia ti assicura un futuro e dove se devi prenderti della zoc**la lo fai anche sorridendo e asciugandoti le lacrime (di gioia) con una mazzetta di eurini!


lunedì 8 giugno 2015

Tester TRND per Hawaiian Tropic

Notiziona! Sono stata scelta come tester per un progetto di TRND riguardante i solari Hawaiian Tropic!

Ho già usato questi solari in precedenza, ma questa linea, Silk Hydration, mi ha incuriosita. Sono solita usare infatti usare l'olio, che lo trovo sublime, ma alla sera, se prendo tante ore di sole, sento la pelle tirare e, dato che l'effetto lifting non mi dona, o almeno mi donerebbe nei punti giusti, ho voluto testare questa linea, che è anche idratante.
Nel kit del progetto ho trovato Hawaiian Tropic Silk Hydration SPF 30, Hawaiian Tropic silk Hydration after sun e molti campioncini con SPF 15. Devo dire che, tra tuffi, partite a beach volley e tanto tanto sole, la pelle è rimasta idratata! Miracolo! Non mi sono trasformata in una cotoletta panata con grinze su tutto il corpo!Quindi oltre ad un colorito uniforme e senza scottature la pelle è rimasta liscia come seta!
Ma non è finita, sono arrivata a casa, ho fatto una doccia ed ho applicato After sun, oltre al profumo fantastico (cocco e papaya, mi vien voglia di mangiarlo) mi ha lasciato una sensazione di freschezza addosso che nemmeno fossi andata in Alaska.
Davvero prodotti consigliatissimi, come i loro olii non mi hanno affatto delusa!

venerdì 29 maggio 2015

Consapevolezze di una donna sulla soglia dei 30

Ormai devo ammetterlo, non sono più una ragazzina, è ora che smetta di credermi un'eterna giovane ed affronti la realtà dei fatti: la minigonna con la luce del giorno non la posso più mettere.
La realtà dei fatti è che il mio primo pensiero al mattino è "devo dare da mangiare al gatto" e non "chissà se qualcuno mi ha scritto stanotte?", la realtà è che quando mi alzo dal letto la prima cosa che faccio non è scegliere il vestito da indossare per sfoggiare le mie gambe super toniche ma è correre in bagno perché la mia vescica mi impone di farlo.

Sembra stupido perché sono passati pochi anni, ma quando avevo 18 anni andavo a dormire tardi la notte, dopo ripetute sbronze, e mi alzavo presto al mattino e la mia faccia era quella di una che aveva dormito otto ore e si era svegliata in un letto con lenzuola di seta, ora la mia pelle mostra l'intera trama del lenzuolo sul viso. Ti rendi conto inoltre di come cambino le tue priorità: una delle mie priorità da giovincella era quella di avere un vestito nuovo da mettere ogni giorno, ora la mia priorità è quella di avere un vestito che mi faccia sembrare giovane ogni giorno. Per non parlare del cibo, qualunque cosa avesse sembianze commestibili finiva nella mia bocca, ora qualunque cosa senza sembianze, gusto e odore, finisce dritto sui miei fianchi!

Ripercorrendo la mia vita fino a qui mi accorgo di come sono cambiate le "pretese" anche in fatto di uomini, una volta credevo che quello che mi mandava 200 sms al giorno fosse quello giusto, poi pensavo che lo fosse quello che mi dedicava canzoni d'amore, alla fine, a 27 anni, mi rendo conto che quando il mio ragazzo mi dice "stasera cucino io, stai comoda sul divano", vorrei averlo sposato già da 10 anni.

Quello che non capisco è come sia possibile che, mentre io prendo consapevolezza della mia età e di tutte le cose che ora non riesco più a fare, al mondo esistano donne di 30-40 anni che sfidano i filtri di Photoshop indossando minigonne e top corti o scollati. Non mi spiego come i loro mariti possano apprezzare un certo tipo di abbigliamento sulle loro mogli, non per essere bigotta ma, signore, se compro un tacchino o lo arrotolo in un tubino di carta da forno l'aspetto non cambia!

mercoledì 20 maggio 2015

CUCINA CON GLI AVANZI Ravioli con ripieno al brasato

Mi capita ogni volta che decido di fare un arrosto o un brasato di cucinare sempre quel chilo e mezzo di carne che immancabilmente avanza ma, come dice Jamie Oliver il freezer è tuo amico. Grazie caro Jamie per questo adorabile consiglio, se non fosse che ora ho il freezer pieno ed il frigo vuoto..
Comunque, decisa a smaltire un po di avanzi dal freezer, mi imbatto in un sacchetto di brasato che avevo congelato tempo fa, il problema è che non era abbastanza per una cena quindi, dopo ore a far girare il criceto nel mio cervello, ho dedotto che l'utilizzo migliore sarebbe stato quello del ripieno per i ravioli.

Premetto che non ho mai fatto la pasta in casa e la cosa mi spaventava non poco ma, una domenica armata di coraggio e diversi libri in mano, ho deciso di mettermi alla prova.

Dunque, per circa 30 ravioli, se vi escono bene vi consiglio al prossimo tentativo di farne almeno due chili e congelarli in modo da averli già pronti, ho usato:
Per la pasta
200 gr di farina 00
2 uova
un pizzico di sale
mezzo cucchiaio di olio

Ho mescolato gli ingredienti e li ho impastati per circa un quarto d'ora, dopodiché ho avvolto la mia palla di pasta nella pellicola e l'ho lasciata riposare per un'ora in frigorifero.

Nel frattempo ho preparato l'impasto:
300 gr di brasato avanzato + 100 gr per il sugo ( non avevo voglia di preparare anche il sugo )
1 uovo
2 cucchiai di formaggio grattuggiato
Ho tritato il brasato, non troppo, se no diventa una pappetta, ho aggiunto l'uovo, il formaggio e ho mescolato.

Ho ripreso la mia pasta, l'ho divisa in tre parti e l'ho passata più volte nella macchina per la pasta fino ad ottenere lo spessore desiderato. Ho steso la pasta sullo stampo per ravioli ( si possono usare anche dei semplici coppa pasta), ho messo il ripieno ed ho chiuso con un altro foglio di pasta, stando attenta a fare uscire l'aria dai ravioli.

Ho messo i ravioli in acqua bollente per circa 4 min (nell'indecisione assaggiateli perché dipende dallo spessore), ho scolato e ho saltato in padella con il brasato avanzato con un filo d'olio.

Risultato ottimo, ora sono meno intimorita dalla pasta fatta in casa!

martedì 19 maggio 2015

OLTREUOMO e le 20 frasi per un orgasmo, SE POSSO UNA PICCOLA CORREZIONE :)



Mi sono imbattuta per caso, non è vero vi leggo sempre, in un vostro articolo, esattamente “20 frasi da dire per far raggiungere l’orgasmo a una donna”, al quale vorrei, se me lo consentite, apportare qualche piccola modifica.

#1. Sei dimagrita – Vorrei essere come te e mangiare tutto senza ingrassare.
#2. Il mio libro preferito il Piccolo Principe – Ecco non so che genere di donna intendete, ma l'orgasmo me lo provocherebbe un Survivor o un Viaggio al centro della Terra.
#3. Tra poco iniziano i saldi – Tra poco iniziano i saldi ed io ti dono la mia carta di credito.
#4. Sei più figa della tua migliore amica – Quale migliore amica, pensavo fosse un uomo.
#5. Ho comprato una vasca di gelato, è li che ti aspetta in congelatore – Ho comprato una vasca di gelato che non fa ingrassare, e anche se ingrassassi, saresti comunque magra perché tu mangi senza ingrassare.
#6. Guadagni più di me – Guadagni più di me perché sei una risorsa importante per la tua azienda, e non     perché il tuo capo vorrebbe portarti a letto.
#7. Se vieni ci guardiamo una puntata di Grey's Anatomy – Se vieni ci guardiamo tutte la serie di Sex and the city mentre ti massaggio i piedi.
#8. Ho lavato i piatti – Non ti faccio notare che ho lavato i piatti, dato che tu lo fai tutti i giorni senza farlo presente a nessuno e senza chiedere nulla in cambio.
#9. Sono l'ex della tua vecchia amica che odi - Sono l'ex della tua vecchia amica che odi e l'ho lasciata io, dicendole che tu sei mille volte meglio.
#10. Ti ho comprato una borsa – L'ho fatta scegliere a quel tuo amico gay del quale ti fidi tanto.
#11. Tua suocera è morta – Tua suocera è diventata muta, ma ancora in grado di accudire i tuoi figli quando vuoi andare al mare.
#12. So stirarmi le camice – So stirarmi le camice, ma questo non mi porta comunque ad essere un essere pensante.
#13. Sembri Scarlett Johansson in versione figa – Lungi da me l'idea di paragonarti a qualsiasi altro essere di sesso femminile, tu non sei femmina, tu sei Donna.
#14. Se vieni ti faccio un massaggio – Se vieni ti faccio un massaggio e non pretenderò del sesso in cambio una volta finito il lavoro.
#15. Scusa, ho sbagliato – E' perfetta così.
#16. Esiste solo la sensuale vicinanza dei corpi e l'insuperabile, insormontabile, inestinguibile lontananza delle anime – Ho appena cambiato sesso.
#17. Come fai ad essere così bella eppure così intelligente – Già il fatto che mi dici una frase del genere mi reputi stupida.
#18. Sono un medico – Fermati qui e non parlare più.
#19. Hai sempre ragione – questa sembra un po troppo artificiosa più che l'orgasmo insinua il dubbio che ci stiate prendendo per il culo.
#20. Chiudi gli occhi e pensa a Ryan Gosling – Preferirei Johnny Depp.

Forse sono un po troppo pretenziosa, ma ecco, diciamo che con uomini che ad oggi indossano mocassini, risvoltini, hanno sopracciglia depilate, risulta davvero complicato raggiungere il tanto decantato Orgasmo, quindi vi prego di prendere le mie non come critiche, bensì come la speranza che possiate diffondere il verbo ed aiutare noi povere donne a sorvolare su quello che oggi la moda detta come “l'uomo”.

Vi ringrazio per la comprensione.  

sabato 16 maggio 2015

Caro il mio EDOARDO RASPELLI

Caro il mio Edoardo Raspelli, inutile sperare che tu legga queste pagine, perché troppo poco altezzose per la tua vastissima cultura, ma vorrei comunque fare alcune precisazioni in merito al tuo "correttissimo" articolo pubblicato su La Stampa, per la precisione quello nel quale "decanti" l'hotel ristorante Il Cascinale.

In tale articolo scrivi codeste parole: "Tre Stelle inghirlandano un hotel che non se le meriterebbe già alla prima scortese risposta quando chiedete se domattina, domenica, per non farvi svegliare all’alba, i quotidiani avrebbero potuto comperarteli loro: «No, non è possibile»".

La mia prima risposta è questa: indica esattamente dove trovi scortese questa risposta, considerando il fatto che non è esatta, in quanto la risposta vera è stata "non compriamo mai giornali, data la clientela di tipo lavoratrice e la Domenica mattina non abbiamo personale che può occuparsene". Inoltre nella piena campagna di Cerano dimmi tu dove andare a prendere dei giornali la Domenica mattina, forse ti aspettavi un trattamento privilegiato data la tua posizione di "degustatore" televisivo, ma non è andata così, perché nel nostro hotel sono tutti clienti di serie A ( e ad essere sincera, visti i nostri incontri, se dovessi fare una distinzione, saresti certamente nella C1).

Continui con: "nel più totale meraviglioso acquietante silenzio, un esterno agreste ed un po’ malandato, con uno scampolo di giardino attrezzato, vi immette in questo grosso ristorante (anche 300 coperti) nella cui salona ci sono cimeli del passato, dalla foto in bianco e nero di Ernesto Calindri alla pagina ingiallita de «La Stampa». "

Ed io rispondo con: mi fa piacere notare come ti sei soffermato per nulla sul ristorante, data la mole di cibo che ti sei scofanato, e senza la minima lamentela, mi aspettavo almeno un elogio ai nostri piatti. Evidentemente il tuo però era un articolo incentrato sullo screditare più che sul descrivere obiettivamente questo soggiorno.

Ed infine concludi con:"Al Cascinale ci sono 27 camere essenziali, spartane, anonime, convenzionali che raggiungerete attraverso corridoi che sarebbero altrettanto da riassettare ed illeggiadrire."

E' molto strano come descrivi spartano il nostro hotel, considerando poi che in stanza si trova per l'esattezza: un' armadio, un posa valigie, una scrivania con specchio, un frigo bar, una cassaforte, aria condizionata, il balcone ed in bagno una specchiera con ante per riporre tutto il necessario. Ribadisco il fatto che forse, data la tua importanza, ti aspettavi di più, quindi chiedo scusa a nome dell'hotel Il Cascinale se non ti abbiamo fatto trovare una jacuzzi in camera.

Detto ciò, in Italia ci sono molte realtà come la nostra azienda, dove si fa fatica a tirare avanti, date le tasse e dati i clienti non paganti ( come nel tuo caso, dove terrei a precisare che il tuo soggiorno e la tua lussuosa cena non sono state ancora saldate), quindi probabilmente se ci fossero persone più oneste le nostre piccole aziende riuscirebbero a permettersi arredamenti un po meno "spartani".

Il Sig. Edoardo Raspelli ha soggiornato presso la nostra struttura due volte nell'ultimo anno e, alla richiesta del nostro personale ( trattato sgarbatamente da codesta persona) se si fosse trovato bene o se ci fosse qualcosa che non andava, ha sempre risposto che tutto andava bene.

Probabilmente dovrebbe dedicarsi non solo a screditare piccole aziende, ma elogiarne le qualità.




martedì 12 maggio 2015

PESTATI BARILLA (TESTER)

Finalmente sono riuscita a gustarmi i nuovi Pestati Barilla, che faccio la tester l'avevo già scritto, e questa volta è il mio pancino a ringraziare! Per la precisione ho provato quello ai pomodori secchi. Normalmente i sughi pronti li ripasso in padella con un po di soffritto per dare quel sapore che di solito manca, invece questa volta ho voluto dare fiducia a Barilla e senza pentirmene. Il sapore è intenso, come quello di un buon sugo appena fatto e cotto a lungo, la consistenza giusta (non di quei sughi che non puoi farci scarpetta tanto per intenderci) e uomoapproved! Non so voi ma il mio uomo ed i sughi pronti non hanno mai stretto amicizia, fino ad ora, ora pare che tutte le sere che mancherò da casa il menù preveda Pestati Barilla -.-
Brava Barilla, anche questa volta mi hai stupita!

PAUSA PRANZO GIAPPO

Ogni giorno, entrambi fuori casa nella pausa pranzo, è un incubo trovare qualcosa che consumato freddo rimanga commestibile e non ipercalorico. Lungi da me l'idea di assimilare cibo da fast food e rimanere alla scrivania tutto il giorno aspettando che arrivi sui miei fianchi a dirmi “sono arrivato, mi trovo bene, qui il tempo è bello e mi fermo qui”. Ogni insomma giorno devo impazzire per trovare qualcosa di originale, leggero e soprattutto buono. Una sera ordinando il solito sushi ho voluto provare una pasta fredda e devo dire che era sorprendente, così, subito su internet a cercarne gli ingredienti per cucinarmela a casa!

UDON SALMONE, CIPOLLOTTI E SEMI DI SESAMO

La pasta ideale per questo piatto sono gli udon, ma in questo caso ho usato i noodles che devo dire stanno anche loro a meraviglia.
Ho tritato i cipollotti e il salmone crudo al naturale (se non avete tempo per decongelarlo va bene anche il salmone affumicato, dico decongelare perché in congelatore evitate i famosi parassiti del pesce crudo). Ho buttato i noodles nell'acqua bollente non salata e li ho scolati un po al dente passandoli subito sotto acqua fredda. Ho aggiunto subito la salsa di soia per non far attaccare la pasta e ho aggiunto salmone, cipollotti e semi di sesamo. Di solito metto poca salsa giusto per mescolare, il resto lo metto a piacere a piatto terminato.


Sono buoni e leggeri, favolosi d'estate. E anche questa volta mi sono salvata la pausa pranzo!

mercoledì 6 maggio 2015

REGOLE PER ACQUISTI ONLINE

Questa cosa degli acquisti su internet vi sta sfuggendo di mano.

Parliamoci chiaro, adoro fare shopping su internet, adoro il fatto di poter stare comodamente sul mio divano in pigiama e fare facce disgustate davanti agli articoli che mi inorridiscono senza lo sguardo indispettito della commessa, ma qualcosa vi sfugge..

Punto uno: il budget.

Sembra sciocco ma è così. Il fatto di non tirare fuori il portafogli dalla borsa, non fa del vostro ordine un regalo, rimane pur sempre un acquisto. Ho visto amiche piangere davanti all'estratto conto della carta di credito dopo aver svuotato interi magazzini di Zalando! Tesoro se prima sembravi una ragazza che metteva i vestiti smessi della sorella maggiore ed ora sembri Paris Hilton con tanto di cane abbinato alla borsa, è probabile che di Paris Hilton dovresti almeno possedere l'eredità, altrimenti piangi pure sull'estratto conto.

Punto due: le taglie.

Fortuna vuole che, per il momento, ho un fisico normale che mi permette di indossare una taglia unica quindi per l'acquisto dei vestiti vado un po' alla “la taglia più piccola andrà bene”. Ma non tutti hanno questo lusso (che spero duri per sempre) quindi, se avete un fisico fin troppo magro oppure troppo robusto, vi consiglio solo siti internet con reso gratuito, altrimenti finirà che quello che avete risparmiato sull'acquisto lo spendete in spese di reso! Non credete alle taglie S,M,L..sono falsissime! Ancora, dopo anni, mi chiedo perché ho pantaloni che vanno dalla XXS alla L! Ogni marca ha le sue misure, quindi a meno che voi siate fotomodelle ( dubito, altrimenti avreste un personal shopper) indirizzatevi su tessuti elasticizzati, cosa che faccio perennemente quando si tratta di magliette, data la mia mancanza di seno.
E questo vale anche per gli oggetti, leggete sempre le dimensioni, una volta ho preso uno stampo per muffin e l'unica cosa che posso cuocere li dentro sono delle miniature di muffin!

Punto tre: l'età.

Lo so, è brutto da dire, ma è così! Molte volte capita che persone di età superiore ai 65 anni, che non hanno mai preso in mano un PC, che non sanno come funziona una carta ricaricabile, decidano di fare shopping online! Ora, capisco la pensione, capisco la noia, capisco che magari siate impossibilitati a muovervi da casa, ma per favore, lo scrivo in nome di tutte le receptionist che rispondono alle vostre domande sull'acquisto, fatevi seguire da una persona capace.

Ieri squilla il telefono e una gentile signora mi dice:
(premetto che lavoro in un hotel ristorante)

-io ho prenotato.
+Sì, signora, cosa ha prenotato?
-Ho prenotato a nome ***!
+Sì, signora, stiamo parlando dell'hotel o del ristorante?
-Io ho comprato "Grupost"!
+Sì, signora, (faccio finta sia il nome corretto) ma per una camera o per una cena?
-Quale cena, io vengo a pranzo!
+Perfetto signora, il coupon l'ha acquistato lei?
-No, mio figlio e me la portato a casa e mi ha detto di prenotare!
+( figlio bislacco!) e signora la prenotazione l'ha fatta online? Perché solo così posso accettarla.
-Io "ollain" non ho fatto niente!
+Ecco allora signora se vuole prendere nota, se preferisce lo fa fare da suo figlio, dovrebbe andare su www.****.it, cercare il nostro ristorante e prenotare tramite l'agenda che le apparirà.
-E non posso farlo per telefono?!
+No, signora, altrimenti non ho il suo codice coupon.
-Che ristorante del cavolo! Adesso glie lo dico a mio figlio che quando torna prenota da un'altra parte!
-Come preferisce signora. Buona giornata.

Riaggancio il telefono sperando che un fulmine colpisca il figlio di questa signora e penso che in tutti gli acquisti futuri di mia madre sarò presente, almeno per supporto al servizio clienti.

In conclusione, se il massimo della tecnologia a vostra conoscenza è l'uso del microonde, non fate acquisti online. 
Una receptionist implorante.

martedì 5 maggio 2015

La mia vita da tester

Oggi gran giorno! Dopo mesi di campagne alle quali non ho potuto partecipare, sono stata scelta da TheInsiders per la campagna sui Pestati Barilla! Ogni mese mando la mia candidatura su diversi siti per poter testare nuovi prodotti, molte volte non vengo accettata, ma molte altre invece sì!
Questo mese tra le candidature inviate c'era quella dei Pestati Barilla proposta da The Insiders e dopo qualche settimana ecco la lieta notizia! Sono stata scelta!

amo fare la tester, innanzitutto perché sono sempre al corrente dei nuovi prodotti e posso consigliarli alle amiche, quante volte ci siamo detti "quel prodotto sembra buono ma se lo compro e non lo è ho buttato via dei soldi"? In questo modo e grazie ai commenti dei tester che partecipano alle campagne alle quali non partecipo io, riesco sempre a sapere se un nuovo lancio sul mercato vale i miei soldi. In secondo luogo perché, oltre al contenuto del pacco che ha già il suo bel valore, all'interno di questo trovo dei buoni sconto con i quali far felici le mie amiche!

Il mio ragazzo mi crede una pazza che sta su internet a spulciare mille siti e mille offerte, mentre non si rende conto di quanto sia facile intraprendere la via del tester :)
Esistono diversi siti che collaborano attivamente con le grandi aziende, le quali spesso offrono queste possibilità sia per farsi pubblicità, sia per capire le reazioni del pubblico rispetto al loro nuovo prodotto. Questi siti, una volta iscritti penseranno a mandarvi un e-mail ogni volta che è diponibile una nuova campagna e a voi non resta altro che spendere due minuti del vostro tempo per compilare ed inviare la candidatura.

Tra i vari siti vi elenco alcuni dei più conosciuti:

-The Insiders;
-Desideri Magazine;
-Zzub;
-Toluna;
-Garnier;

e molti altri..

Credo che il segreto stia nel dare risposte più sincere possibili alle domande di candidatura ed, una volta accettati per la prima campagna, dare il meglio di se tra passaparola, questionari per la ricerca di mercato e recensioni!

Ora vado a preparami una pasta con i Pestati Barilla!

mercoledì 29 aprile 2015

MINI BRIOCHES SALATE. Cucina per donne che lavorano 12 ore al giorno.


Arrivi a casa, sistemi tutto, prepari la cena ( cottura in forno così pensa a tutto questo meraviglioso attrezzo culinario), ti metti sul divano, apri il tuo libro e piomba in casa il tuo uomo che, dopo un affettuoso bacio di Giuda, ti dice “domani pranzo a lavoro, cosa mi porto?”.
Immediatamente pensi all'universo single, quando l'unica bestiolina di cui ti dovevi occupare eri tu e tutto filava così magicamente da riuscire a finire un libro al giorno, ma il ticchettio del suo piede sul pavimento ti riporta di nuovo all'incombente realtà: hai un nuovo animale domestico.

Del tutto spiazzata e scazzata pensi a che pasto potrebbe portarsi che, consumato freddo, mantenga le sembianze di una pietanza e non di un panino da fast food e che possibilmente non occupi troppo di quel tempo che avresti volentieri dedicato a “Che tu sia per me il coltello”. Ed ecco l'illuminazione: brioches salate!

Io le faccio piccole perché sono dell'idea che rimangano più soffici e procedo così:
Prendo un rotolo di pasta sfoglia rotonda e lo divido in 8 triangoli partendo dal centro;
Metto nella parte più larga della fetta (non nella punta per intenderci) la farcitura, di solito abbino zola e cotto, tonno e cipolline, mortadella e formaggio;
Arrotolo partendo dalla parte larga andando verso la punta stando attenta a non far uscire la farcia;
Attacco bene la punta alla parte centrale (se no usciranno degli scorpioncini che alzano la coda;
Arrotolo i due cornetti e li sigillo bene per non far uscire il contenuto;
Spennello con del burro;
Metto in forno statico a 180° per 15/20 min.

Il risultato sono delle morbidissime brioches salate da mangiare anche fredde e sono tornata al mio libro alla velocità della luce.

P.S. Il mio uomo mi ha chiamata mezz'ora fa, quindi non l'ho avvelenato!

I soliloqui di una povera senzaseno

Ok, ok, la moda detta legge in quello che noi chiamiamo mondo, ma certe volte proprio mi chiedo come si faccia a seguirla. Per ora seguo solo le Tweetstar che non mi seguono, in compenso il mio psicologo mi segue che è una meraviglia!

Comunque tutto questo per dire che la nuova moda prevede “scollature ombelicali”. Ora, non ho nulla contro l'esposizione del proprio corpo, ma cari miei Dittatori di moda io ho un seno, anzi diciamo che ho qualcosa che dovrebbe essere seno, che si avvicina molto a due monetine da 5 cent, sia per spessore che per larghezza, spiegatemi, come dovrei fare ad indossare una scollatura del genere?

E qui mi rispondo le prosperose, perché solo prosperose potete essere per uscirvene con questa affermazione, “alle donne con poco seno stanno meglio”, alcune addirittura incalzano “se lo mettessi io starei malissimo perché si vedrebbe tutto”. Certo! Vedere il mio ombelico con contorno di due spillini turgidi che spuntano come fibromi penduli chiedendo asilo politico alla stoffa perché si vergognano di loro stessi è sicuramente meglio di due meloni che si aggirano per il tendone del mercato!
No, dico, seriamente dovrei credere che uno scollo pronunciato stia meglio a me che a una donna prosperosa?

Ma non è solo quello il problema, cioè, parliamo del fatto che oltre al seno questi vestiti metteranno in mostra anche il nostro ombelico ( e dico ombelico, o meglio, dicono ombelico per essere buoni perché la realtà è che metteranno in mostra anche la nostra pancia), ho passato l'inverno comprando push-up ed ora mi dite che devo anche avere la pancia piatta? Il mondo sarebbe un posto migliore se potessi prendere le mie maniglie dell'amore e spostarle sul seno, ma non è così! Quindi adorabili persone dal potere di decidere cosa è IN e cosa è
OUT ora o mi giudicate di moda il burqa o vedrete un appendiabiti con scollatura ombelicale protestare sotto i vostri uffici!


martedì 28 aprile 2015

Linguine al granciporro (Sì, anch'io ogni tanto cucino)

Mi aggiravo per uno di quei negozi che vendono pesce congelato, guardandomi intorno vedevo tanti strani animali di mare che in genere ordino volentieri al ristorante ma che non ho mai visto in versione nature, quando all'improvviso qualcosa attira la mia attenzione..leggo l'etichetta “granciporro”, che cavolo è 'sto granciporro??? Rimango perplessa una ventina di secondi, mi allontano, poi mi avvicino, poi mi allontano (aveva delle chele enormi) e alla fine mi dico << ho cucinato un pollo intero, posso farcela anche con questa bestia>>.

Ed eccoci a casa, io e il granciporro soprannominato Granci.
Cosa faccio con una bestia del genere? Se c'è una cosa che ho imparato dai crostacei è che sembrano smisurati ma poi la sostanza è poca, un po' come con gli uomini, quindi opto per le linguine al Granci!

Bene, uno chef probabilmente mi picchierebbe, ma io procedo così, a prodotto scongelato:

Facendo subito capire alla bestia chi comanda lo divido in due parti con un taglio netto ( poco netto considerato il carapace) e lo lascio li a rimuginare sui suoi errori: schizzarmi tutta la maglietta;
Avevo precedentemente scongelato il brodo di pesce che avevo avanzato, in alternativa esistono i preparati, e l'ho messo a scaldare;
Preparo una dadolata di pomodorini ciliegino e li metto da parte;
Faccio un trito di aglio e prezzemolo, scaldo l'olio in padella con un peperoncino e butto Granci a rosolare, sfumando con del vino bianco;
Quando Granci è rosolato per bene aggiungo i pomodorini tagliati a cubetti e un mestolo di brodo, copro con il coperchio e lascio cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, aggiungendo del brodo se serve;
Nel frattempo metto a bollire l'acqua per le linguine;
Data la mia poca destrezza nel mangiare crostacei, tiro fuori dal mio sugo le due parti di carapace, che intanto si saranno staccate dalla polpa, e le butto;
Butto la pasta, la scolo al dente e la faccio saltare in padella con il sugo a fuoco vivo!

Risultato: una pasta succulenta con due enormi chele da succhiare!
Mia mamma sarebbe fiera di me :)


lunedì 27 aprile 2015

FAI DA TE PER MALDESTRI

Diciamo il vero: è da quando esistono programmi come Paint Your Life che noi donne crediamo sia possibile ottenere un mobile di design dal riciclo di quattro ante di legno. Con l'avvento di questi programmi di fai da te, tra le altre cose condotti da donne normalissime che sembra non abbiano la minima esperienza in questo campo, stiamo facendo arricchire i negozi bricolage e impoverendo le nostre tasche. Perché, sì, queste donne in TV ti dicono che da una botte di vino ammuffita puoi ricavare un bellissimo tavolino che farà impallidire le tue amiche ma, io spesso mi chiedo, quanto questo tavolino farà impallidire il mio portafogli?
Sarà che mi hanno messo in menopausa farmacologica, sarà ho visto la bella stagione, ho deciso di imbarcarmi in questa missione di riciclo creativo nella costante consapevolezza di essere un'imbranata totale.

Dunque mi chiedo, cosa potrei costruire? Mi guardo spaesata per la casa e: la camera da letto non se ne parla, è tutta in tinta bianca e lilla (con pareti dipinte da me medesima). Cucina tutta abbinata, anche se con mobili usati, Dio solo sa quanto ci ho messo per trovare dei pomelli arancioni che si abbinassero alle tende. Il salotto: mobile TV in legno ottime condizioni, specchio in legno, libreria nera, mobile ingresso nero, tavolino bianco. Tavolino bianco?! Trovato l'intruso inizio a cercare su internet i diversi modi per creare un tavolino, ovviamente mi sarebbe servito o color legno o nero.
Cercando come una pazza in preda da convulsioni da fai da te, trovo un fantastico tavolino in legno fatto con quattro cassette da frutta. Come una posseduta torno a casa e faccio vedere le foto al mio ragazzo che, come quando gli chiesi se potevo dipingere un ramo di ciliegio sulla testata del letto, mi guarda e dice “provaci” ( adorabile cucciolo che non sa cosa comporta tutto ciò).

Per intenderci, io inciampo su me stessa per andare dal divano al bagno, ma sarà che sono una mancina che ha studiato programmazione ed elettronica, ogni tanto la mia vena artistica si fa sentire e se non la soddisfo potrei trovarmi a dipingere sulla mia faccia. Quindi meglio piantarmi un chiodo in una mano che uscire con il trucco di Moira Orfei.

Detto questo, inizio a girare i fruttivendoli della zona alla ricerca di quattro cassette da frutta e fortuna vuole che nel cortile in cui abito un signore le aveva da buttare. Prendo le mie cassette e mi dirigo in garage, carteggio le mie cassette e le passo di impregnante fino ad ottenere il colore più simile possibile al mobile che ho in salotto.
Insomma, come una mamma chioccia, ogni giorno tornavo a vedere se il colore asciutto era quello che volevo, e alla fine le mie cassette erano della giusta tonalità!
N.B. Se c'è vento questo passaggio è meglio farlo a porte chiuse, o potreste rimanere con della pietra pomice di forma rettangolare al posto delle cassette. 
Poi mi sono chiesta “che cavolo ci mettono sul legno per renderlo così liscio e lucido, effetto cera”, risposta trovata circuendo il commesso del brico: "finitura, signorina! Il nome stesso già lo dice!" faccia da ebete.
Comunque, passo la finitura che cola come bava di lumaca, quindi stando molto attenta a non esagerare 
( risultato niente colate sulle cassette ma in compenso sembravo Winnie Pooh con le mani nel vasetto di miele) e mi ritrovo il giorno dopo con le cassette che sembravano uscite da un negozio! Da li ho avuto paura che lo spirito di Barbara di Paint you life mi abbandonasse, ma non è stato così: è bastato trovare un pannello per il fondo, avvitarci sopra le cassette e metterci le rotelle che avevo riciclato dal tavolino precedente. In totale il mio nuovo tavolino mi è costato una latta impregnante e una di finitura!


Quindi non serve essere Mc Gyver per costruire qualcosa! L'unico problema è che, come in cucina, una volta che ti riesce qualcosa vuoi provare a fare altro e chi lo dice al mio ragazzo che presto si troverà in casa un piccolo mercatino dell'usato?

giovedì 23 aprile 2015

Endometriosi questa CONOSCIUTA


Dato che in Italia non ne parla nessuno, se non le stesse associazioni fondate perché non se ne occupa nessuno, vorrei dare voce a questa malattia molte volte sottovaluta, sconosciuta e trascurata.

Un bel giorno mi sveglio con delle coliche piuttosto forti all'addome e basso ventre, non capivo bene da cosa potessero dipendere, quindi mi dico, sarà un ciclo mestruale un po' più abbondante del solito. Passato il ciclo tutti i dolori scompaiono ed io torno alla mia vita di tutti i giorni.

Il mese dopo stesse condizioni, ma più pronunciate, tanto che non riuscivo ad alzarmi da letto. Mia madre mi porta al Pronto Soccorso, dove mi chiedono nell'ordine: “anni, sei in gravidanza, hai il ciclo”. Ecco, da qui inizia l'incubo per tutte quelle donne che come me soffrono di endometriosi.
Mi dicono che esagero, che i dolori mestruali possono essere più forti in alcune donne, ma che per questo non ho diritto di “fare tutte quelle scene”. Mi dicono che il giorno in cui farò un figlio mi passerà tutto, mi riempono di flebo di antidolorifici e mi mandano a casa ogni giorno, per sette lunghi anni con lo stesso foglio “sintomi: dolori addominali, anamnesi: dolori addominali”.

Dopo sette anni di agonia, nei quali una settimana prima e una dopo il ciclo avevo cistiti dolorosissime, non riuscivo più ad avere un rapporto sessuale normale, mi imbottivano di ogni genere di farmaco, mi misero a dieta un anno intero credendo io fossi celiaca, perdevo capelli e unghie come se facessi la muta, decisi di rivolgermi al Policlinico in Provincia.

Stessa routine: mi sento male, vado al P.S. (questa volta a Pavia), mi ricoverano (esperienza mai successa negli altri ospedali, se non per una volta nella quale scappai perché, dopo cinque giorni di digiuno, non avevo ancora sostenuto mezzo esame) e mi mandano subito a fare ogni genere di ecografia, poi una risonanza e poi in degenza di 15 giorni. Nei quindici giorni di degenza non mi sono mai sentita dire che stavo esagerando, mai sentita dire che era una cosa normale, tutti mi trattavano come un essere umano. 

Alla prima ecografia (stesso esame che avevo fatto più volte a pagamento presso gli altri ospedali) mi dicono, DUE SPECIALIZZANDE, che avevo dei noduli abbastanza importanti all'altezza del colon (guarda caso, nella mia città, avevo appena fatto una colonscopia e nessuno si era accorto di nulla).
Le mie due eroine, così, mi mandano a fare una risonanza dalla quale si evince un'evidente massa di sangue nell'addome e diversi noduli, più varie aderenze. Dopo tutti questi esami mi comunicano che con molta probabilità si trattava di endometriosi e di tornare pure, se volevo, nella mia città per farmi operare.

Ovviamente opto per l'ospedale di zona in quanto, da operata immobile in una stanza, preferivo essere vicina per eventuali necessità. Arrivo con referti alla mano nello stesso istituto in cui “esageravo” e il medico di turno mi dice <> rispondo altrettanto in confidenza <>.
Preoccupato per la situazione mi programma subito una laparoscopia.

Nella speranza che finiscano questi dolori insopportabili affronto l'intervento con molta serenità. Qualche giorno dopo l'intervento torno a casa e sto quindici giorni segregata a letto senza un misero stipendio, in quanto la malattia non mi è concessa. Lo stesso medico mi prescrive una cura a base di un'iniezione di enantone ogni tre mesi per rimanere in menopausa farmacologica cercando così di “uccidere” le cellule rimaste della malattia. Ovviamente le iniezioni dovevo farmele da sola, perché non potevo muovermi da casa e non avevo 50 € per pagare un'infermiera, tant'è che con la prima puntura mi sono provocata un ematoma che sembrava mi avesse picchiato un boxeur professionista.
Finiti i miei nove mesi di menopausa torno al mio ciclo regolare con una normalissima pillola anticoncezionale ma, tempo sei mesi, sono al punto di prima. Insomma giro vari ginecologi e nessuno mi aiuta, ma la cosa scandalosa è che nessuno considera questa malattia per quello che è: una malattia invalidante e invasiva. Questo mese sono tornata a Pavia, dove dicono che non sono stata operata come si deve ( ma tu guarda!) e mi consigliano una terapia sperimentale!

Felicissima corro in farmacia e qui la sorpresa: la fantomatica cura sperimentale costa la bellezza di 50€ al mese e non è mutuabile in quanto l'endometriosi non è una malattia riconosciuta dallo stato Italiano! Ad oggi mi trovo ancora in menopausa, con cura sperimentale, probabilmente le mie probabilità di avere figli diminuiscono come caramelle in mano ad un bimbo e spendo un sacco di soldi tra cura e integratori e diuretici per stare in piedi.

Quindi non spero nel riconoscimento della malattia da parte dell'Italia, che peraltro è già stata inserita nei LEA come malattia rara (rara?! Ne soffre il 30% delle donne italiane!) ma la lista non è ancora stata approvata, spero solo che qualche famigliare o direttamente chi sta al governo scopra di averla e che venga trattato come sono stata trattata io in questi lunghi nove anni di agonia.


Baci.